Promozione della trasparenza e dell’etica
  • Il problema
  • La soluzione
  • L’impegno
  • ALTER-EU

Più di 15000 professionisti si aggirano nei corridoi delle istituzioni dell’Unione Europea, una larga maggioranza rappresenta gli interessi economici. Senza un ruolo preciso sulla trasparenza e sull’etica per la promozione, l’influenza dei gruppi di pressione delle multinazionali sulle politiche dell’Unione Europea restano largamente fuori dalla vista dell’opinione pubblica.

Troppo spesso, i gruppi di pressione delle multinazionali hanno un accesso privilegiato in relazione alle politiche decisionali dell’Unione Europea, indebolimento o blocco di cui il progresso ha bisogno urgentemente per proteggere la legislazione dell’ambito sociale, ambientale e del consumatore. Chiudere i legami tra istituzioni pubbliche e settore delle multinazionali che sono stabiliti quando i decisori politici cambiano i lavori dal servizio pubblico al settore di pressione, o quando hanno poteri forti a livello finanziario in conflitto con quello che sono obbligati a fare nel nome del pubblico interesse.

Per avere una democrazia Europea che funzioni c’è bisogno che i cittadini siano a conoscenza di chi influenza le decisioni politiche dell’Unione Europea e quanti soldi sono stati investiti. Inoltre avere uno scrutinio pubblico, si ha bisogno di un registro per il gruppo che tutti i gruppi devono firmare e sul quale devono scrivere le informazioni chiare rispetto agli interessi che rappresentano e quanti soldi vengono investiti.

Le tematiche problematiche più specifiche sono, come le decisioni politiche diventano gruppi di pressione e l’accesso privilegiato dei gruppi di pressione delle multinazionali bisogna che sia urgentemente indicato.

Io provvedo a impegnarmi a formare una leadership per la promozione della trasparenza e dell’etica.

L’Europa pubblica corrisponde circa all’influenza dei gruppi di pressione sui decisori politici dell’Unione Europea. Le misure che assicurano la trasparenza rispetto alla pressione politica.

Perché la democrazia dell’Unione Europea funzioni in modo appropriato, i cittadini hanno bisogno di conoscere chi influenza le decisioni dell’Unione Europea e quanti soldi sono investiti. Come sempre, la Commissione di pressione volontaria registrata non è sufficiente: più gruppi di pressione non hanno registrato e mancano i nomi dei singoli gruppi di pressione e informazioni significative “tematiche su cui i gruppi premono” e “ quanti soldi vengono investiti”. Altre tematiche problematiche dell’influenza dei gruppi sulle politiche Europee sono, gli accessi privilegiati dei decisori politici, che non sono state indicate.

Mi impegno che il mio ruolo di Membro del Parlamento Europeo supporterà:

  • Mettere a posto il registro sbagliato attraverso un mandato dell’Unione Europea che include una lista individuale dei gruppi, i dossier legislativi e le informazioni dettagliate sui soldi spesi.
  • Assicurarsi che il Parlamento prenda tutte le decisioni necessarie per evitare i conflitti di interessi, includendo le barriere dei Membri del Parlamento Europeo che derivano dal lavoro come gruppi mentre sono in ufficio.
  • Assicurare la piena trasparenza rispetto ai Gruppi di esperti , e valide protezioni in relazione agli accessi privilegiati e sulla composizione squilibrata dei gruppi.

L’alleanza per la promozione della trasparenza e la legislazione etica ( ALTER-EU) è una coalizione di oltre 16 gruppi appartenenti alla società civile, unioni commerciali, accademici, aziende statali con un incremento dell’influenza esercitata dai gruppi delle multinazionali sull’impegni politici dell’Unione Europea, il risultato è la perdita di Democrazia nel processo di decisione nell’Unione Europea e il rinvio, l’indebolimento, o persino le barriere, un urgente bisogno di progresso delle riforme sociali, ambientali e per la tutela del consumatore.

The Alliance for Lobbying Transparency and Ethics Regulation (ALTER-EU) is a coalition of over 160 civil society groups, trade unions, academics and public affairs firms concerned with the increasing influence exerted by corporate lobbyists on the political agenda in Europe, the resulting loss of democracy in EU decision-making and the postponement, weakening, or blockage even, of urgently needed progress on social, environmental and consumer-protection reforms.

Riforma della struttura finanziaria
  • Il problema
  • La soluzione
  • L’ impegno
  • ATTAC

La crisi finanziaria e la recessione hanno portato a una vera e propria crisi sociale nell’ Unione Europea e ne l resto del mondo. La crisi non è stata una conseguenza di alcune sfortunate coincidenze o di comportamenti scorretti dei singoli soggetti. E’ stato un sistematico radicamento, a partire dalla struttura e dal meccanismo del sistema in generale.

La totale fiducia nel virtuosismo dei mercati, l’inadeguato controllo statale, la legislazione e la responsabilità della finanza sono stati il cuore della crisi finanziaria. Oltre i passati tre decenni , la libertà dei soggetti degli attori della finanza è stata estesa alla spesa della maggiore parte delle persone. Questo è il caso dell’Unione Europea.

Democrazie, trasparenza e responsabilità delle istituzioni finanziarie sono elementi necessari per i cambiamenti richiesti. Il primo passo da fare è avviare un processo di trasparenza e responsabilità per attuare una riforma della struttura finanziaria Europea e internazionale nel nome degli interessi dei cittadini Europei e dell’ambiente.

La Banca Centrale Europea, la quale è quella che fissa i prezzi rispetto alla spesa per il lavoro, la società e l’ambiente, tematiche che hanno bisogno di un mandato fatto sotto il controllo della democrazia. La legislazione bancaria deve essere fatta tenendo in considerazione di assicurare la stabilità e la limitazione sia della speculazione che dell’evasione fiscale.

Mi impegno a formare una leadership per la riforma della struttura finanziaria.

Mi impegno perché il mio ruolo di Membro del Parlamento Europeo porti a una risoluzione parlamentare a supporto del sistema di riforme della struttura finanziaria e della legislazione nell’interesse dei cittadini Europei e dell’ambiente. La riforma dovrebbe includere altre cose:

  • Lo sviluppo della legislazione che obbliga tutte le multinazionali, incluse le banche, che riporti paese per paese le basi per tutte le transazioni e i bilanci, per incrementare la trasparenza, la limitazione dell’evasione fiscale e la lotta alla corruzione.
  • Lo sviluppo della legislazione che introduce leggi severe in relazione ai fondi di investimento ( in particolare ai fondi di investimento e ai fondi di investimento privati) oltre a corpo che supervisiona ( che dovrebbe ad esempio evitare la speculazione sulle derrate alimentari e la limitazione dell’evasione fiscale).
  • L’introduzione delle tasse sulle transazioni finanziarie e sui profitti societari per avviare una equa distribuzione del reddito e supportare il finanziamento dei beni globali come l’educazione, la salute e la conversione ecologica dell’economia.

Oltre a ciò, io chiederò di fare delle proposte di lavoro per il Comitato del Parlamento Europeo per revisionare il mandato per avere un controllo democratico sulla Banca Centrale Europea, sul trattato di Maastricht e la legislazione bancaria a livello Europeo.

La rete Europea Attac è presente in 15 paesi membri dell’Unione Europea. I gruppi Attac parlano in relazione alla legislazione e al controllo sul mercato finanziario. Attac è anche attiva su altre tematiche inerenti al WTO e ai liberi accordi e ai servizi pubblici. Attac è stata fondata nel 1998 ed è stata la prima proposta concreta che ha proposto delle tasse sulle transazioni finanziarie per limitare le speculazioni finanziarie sul mercato. Il significato di ATTAC è: Associazione per la Tassazione delle Transazioni Finanziarie in Aiuto dei Cittadini.

Commercio equo e solidale
  • Il problema
  • La soluzione
  • L’impegno
  • S2B Network

Per assicurare la soddisfazione degli interessi delle multinazionali, la politica commerciale dell’Unione Europea ha messo in secondo piano le condizioni di vita delle persone che vivono in Europa e nel Sud del Mondo.

Attraverso la strategia denominata “Europa Globale” la Commissione Europea mira a facilitare l’accesso al mercato delle società europee attraverso la definizione di accordi di libero commercio globali, regionali e bilaterali ( inclusi il Doha Round a livello del WTO) e la rimozione di tutte le protezioni sociali e ambientali che riducono la logica della competizione , e quindi i profitti, degli affari Europei.

Ciò mette in pericolo la soddisfazione dei loro diritti economici e social, incrementando la disuguaglianza, minaccia l’ambiente e il riscaldamento globale.

Gli obiettivi più importanti delle politiche dell’Unione Europea deve attuare un processo di sviluppo , sociale, parità di genere e di protezione dell’ambiente. Il commercio esterno non può essere l’unico componente di un rinnovamento e di uno sviluppo orientato a una strategia economica: principi ambientali, basso consumo e solidarietà dovrebbero fare da guida per un nuovo modello economico.

La Commissione Europea deve mettere fine alle negoziazioni di accordi di libero commercio e deve definire i potenziali impatti riguardo ai diritti economici, sociali e ambientali dell’Unione Europea e alle popolazioni del Sud del Mondo. Ciò è anche da supporto alla profonda riforma del sistema economico internazionale, verso la democrazia e la trasparenza. Infine, l’Unione Europea deve porre fine a ulteriori liberalizzazioni di servizi finanziari , cause principali della crisi economica e finanziaria che stiamo ora vedendo.

Mi impegno a promuovere su larga scala il nuovo punto di vista della politica commerciale dell’Unione Europea.

L’Unione Europea sta attualmente facendo affari, negoziazioni con Africa, Asia e America Latina che porteranno enormi profitti per le società Europee a livello di spesa delle persone e di ambiente. La politica commerciale dell’Unione Europea pone delle priorità di sviluppo, di genere, sociale e giustizia ambientale e diritti umani.
Mi impegno in modo che il mio ruolo di Membro del Parlamento dell’Unione Europea sarà: *Spronare il Commissario del Commercio e il Presidente della Commissione Europea a smettere di favorire l’implementazione la strategia di Europa Globale, inclusa la moratoria relativa alla conclusione di accordi bilaterali e regionali di libero commercio. *Supportare un comitato che si occupi di monitoraggio e il processo di consultazione degli stakeholder in relazione agli impatti delle politiche commerciali dell’Unione Europea sullo sviluppo, sui diritti sociali, ambientali, umani e delle donne, in Europa come nel terzo mondo. *Richiedere un assetto internazionale sulla responsabilità commerciale e sulla liberalizzazione finanziaria nell’ambito della finanza globale e dell’economia, la crisi alimentare globale e la crisi climatica.

Il Seattle to Brussels Network (S2B) mira a trasformare l’agenda guidata per le aziende dell’Unione Europea e di altri governi Europei, che favorisce una continuazione del commercio globale della liberalizzazione, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, giusto, sociale e di genere

La S2B network è la parte Europea del network “il nostro mondo non è in vendita”. Esso include più di 60 organizzazioni: di sviluppo, ambientali, sui diritti umani, sulle donne e sulle organizzazioni di imprese, unioni commerciali, movimenti sociali come anche gli istituti di ricerca.

Responsabilità sociale
  • Il problema
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  • L’impegno
  • ECCJ

Le Imprese Multinazionali giocano un ruolo importante nell’economia globale. Sebbene loro abbiano potenziale per portare benefici nelle aree in cui lavorano, spesso sono direttamente coinvolte quando di tratta di violazioni di diritti umani, diritti comunitari e leggi ambientali in molti paesi. La sede centrale di queste multinazionali beneficia dei profitti che derivano dalle operazioni delle filiali e hanno il controllo sostanziale sulle operazioni commerciali senza essere responsabili nel caso di condotta irresponsabile o per i crimini che esse commettono.

Le vittime non sono in grado di rivendicarsi per avere subito gli effetti delle conseguenze di tali azioni perché hanno un ruolo debole davanti alla legge del loro paese e non hanno accesso alla Corte Suprema, così come sono carenti di soldi e di informazioni. Inoltre, il mercato è distorto dalla responsabilità facente capo agli imprenditori e alle piccole imprese che fanno concorrenza sleale.

La Responsabilità sociale d’Impresa volontaria ha fallito perché ha tentato di risolvere questi problemi: ciò di cui si ha bisogno è una legislazione forte per comportamento delle multinazionali. Questo potrebbe includere le principali sedi delle multinazionali e i loro direttori che sono direttamente responsabili dei crimini che le loro compagnie hanno commesso e fanno in modo che le vittime di questi crimini non riportino all’interno dell’Unione Europea i loro casi di abusi.

Il report obbligatorio sui fattori sociali e ambientali dovrebbe aiutare a risolvere il problema della forza delle multinazionali del pensiero rispetto a questi temi e come il loro comportamento possa avere effetti sulla loro reputazione e sui loro profitti e come tali informazioni arrivano ai consumatori e agli investitori.

Mi impegno a promuovere la responsabilità sociale di impresa.

Le Imprese Multinazionali giocano un ruolo importante nell’economia globale. Sebbene loro abbiano potenziale per portare benefici nelle aree in cui lavorano, spesso sono direttamente coinvolte quando di tratta di violazioni di diritti umani, diritti comunitari e leggi ambientali in molti paesi. La sede centrale di queste multinazionali beneficia dei profitti che derivano dalle operazioni delle filiali e hanno il controllo sostanziale sulle operazioni commerciali senza essere responsabili nel caso di condotta irresponsabile o per i crimini che esse commettono.

Le vittime non sono in grado di rivendicarsi per avere subito gli effetti delle conseguenze di tali azioni perché hanno un ruolo debole davanti alla legge del loro paese e non hanno accesso alla Corte Suprema, così come sono carenti di soldi e di informazioni. Inoltre, il mercato è distorto dalla responsabilità facente capo agli imprenditori e alle piccole imprese che fanno concorrenza sleale.

Mi impegno in modo che il mio ruolo di Membro del Parlamento dell’Unione Europea sarà:

  • Lo sviluppo di una nuova struttura legislativa per la responsabilità sociale d’impresa, che abbia un influenza sulle società che operano all’interno dell’Unione Europea e che i loro direttori siano responsabili legalmente delle conseguenze sociali e ambientali delle loro operazioni e delle filiali nel mondo che fanno riferimento a loro.
  • La trasparenza che viene implementata attraverso la pubblicazione di un report con informazioni accurate, comparabili e comprensive sull’ambiente e sul sociale.
  • Misure legali che permettano alle vittime che hanno subito violazioni dei diritti umani e a livello di leggi ambientali da parte delle società che operano nell’Unione Europea di potere appellarsi alla Corte Europea, anche se le violazioni sono avvenute fuori dall’Unione Europea.

La “European Coalition for Corporate Justice (ECCJ) (European Coalition for Corporate Justice)”://www.corporatejustice.org che mette insieme i programmi delle organizzazioni della società civile e delle ONG, delle unioni commerciali, delle unioni dei consumatori e delle istituzioni accademiche che promuovono la responsabilità sociale in tutta Europa. ECCJ rappresenta più di 250 organizzazioni presenti in 16 differenti paesi incluso FIDH e Oxfam, Greenpeace, Amnesty International e “Friends of the Earth”.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.corporatejustice.org.